Maratona LA FILIPPIDE 2018

Castello di Donnafugata

LA GARA

Maratona La Filippide 2018 –Chiaramonte Gulfi, ore 04:30 del mattino, circa 200 atleti sulla linea di partenza hanno preso il via dall’ Antica Stazione, oggi divenuto un prestigioso hotel, per percorrere 42,195 km fino a Punta Secca, davanti alla casa del “Commissario Montalbano”.


Partenza molto particolare, perché essendo ancora notte, la luna ci illuminava la strada, e lungo il percorso si poteva incontrare una lunga fila di luci che erano quelle degli atleti.

Molto entusiasmo nei primi 3 km, ma poi ogni atleta si è impostato nella propria “running mode” ed è calato il silenzio, concentrazione totale per i successivi 39 km che li aspettavano.

Classifica maschile: 1° Vincenzo Taranto, 2° Cristian Giorgi, 3° Carmelo Ursino. Classifica Femminile: 1° Margareth Maia Cotrin, 2° Cinzia Sonsogno, 3° Flavia Modica.

Il racconto della gara

La maratona alla Filippide, molto suggestiva alla partenza, in quanto si è svolta al buio sotto lo sguardo vigile della luna alle ore 04:30 del mattino, temperatura abbastanza fresca, che mi ha dato un enorme aiuto.

Non avevo alcuna indicazione, se non solo i rifornimenti, ma questi stessi non erano posizionati ogni 5 km come nelle normali gare, proprio per non avere riferimenti. Quindi addio per un giorno agli amati orologi gps, solo tu e la strada, una gara che se non ti conosci bene e non sei in grado di gestirti, ci vuole poco a fermarti e bye bye traguardo.

Per me questa è stata la prima maratona, ovviamente già è difficile correrla, e poi senza riferimenti lo è ancor di più, però ho voluto provare lo stesso. Non vi nascondo le paure che avevo in quanto durante gli allenamenti ho avuto alcuni problemi fisici, ma la mia caratteristica principale è che conosco bene i miei limiti e so gestire bene lo sforzo.

Pian piano che la strada scorreva ho visto sorgere il sole, durante il percorso incontravo altri runner, ma scambiavamo qualche parolina e poi ognuno per la sua strada, in lontananza si scorgeva il mare e potevo ammirare le varie distese di campi e le masserie che vi erano attorno, con gli animali che al passaggio di noi runner’s ci guardavano un pò stupiti. Mucche ragusane

Non ho voluto seguire nessuno, ho impostato il mio ritmo ed ho corso fino al traguardo. Questa gara volevo correrla da solo, e a dire il vero il tempo mi è volato, poiché a un certo punto ho visto in lontananza una torre, era quella del Castello di Donnafugata, e dopo qualche metro ne ho avuto la conferma in quanto vi era la stazione di Donnafugata.
 Siamo intorno al 29° km, ho attraversato il parco del castello per poi uscire dalla porta principale, in cui avrei trovato il rifornimento dove ho imbarcato acqua e zuccheri, ho fatto una foto e poi di nuovo giù, direzione Santa Croce.

Verso il traguardo

Sembrava essere entrato un un altro mondo come nei video game, sole forte, caldo umido e temperatura un pò più alta, circa 30°, questo perché mi stavo per avvicinare al mare, e quindi al traguardo. La mia mente si è felicemente riattivata, ho continuato a mantenere un passo costante, ho bevuto a tutti i rifornimenti perché il pericolo crampi era sempre in agguato.

La cosa importante che ripetevo nella mia testa era di mantenere sempre la calma, inviando al mio cervello solo pensieri positivi; solo così a meno 2 km dalla fine, proprio appena si gira la curva per scendere verso Punta Secca, si vede il “Faro”, dove è previsto l’arrivo, e penso subito è fatta, ma allo stesso tempo so che nella maratona se non arrivi a tagliare il traguardo non puoi dire di avercela fatta. Ho continuato fino a quando non ho imboccato la spiaggia di Punta Secca e lì vedo tutta la gente sulla piazzetta. Un brivido mi scorre dentro, mi dico: ce l’ho fattaaa!!!! e corro verso l’arrivo per prendere la mia prima medaglia da maratoneta con il tempo di 04h:23,17.

Conclusione

Prima di chiudere, voglio dirvi che il tempo impiegato non mi interessa, ma mi ritengo soddisfatto perché ho corso la mia prima maratona proprio come è stata corsa secoli fa.

Mare punta secca. Altra nota, se vi allenerete bene ed imparerete a conoscervi, il famoso “MURO” rimarrà solo sulle riviste che avete letto. Probabilmente questo “MURO” lo incontrerò in altre gare, ma se si corre con il cuore e con la mente, non ci sarà alcun muro a fermarvi.

Per il momento, come fà il commissario montalbano dopo aver risolto il suo caso, vado a fare una nuotata.

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Castello Donnafugata

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Costruito nel XIV secolo, di proprietà dei Chiaramonte, conti Modicani e poi passato nel 1648 a Vincenzo Arezzo , La Rocca già dei proprietari terrieri, che ne fecero una importante masseria. Oggi è un museo aperto al pubblico dove si possono ammirare le stanze decorate nei minimi dettagli ognuna diversa dall’altra.

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Casa di Montalbano

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Situata sulla spiaggia di Punta Secca (RG) ed accanto al faro, la casa ormai nota come la “Casa del commissario Montalbano” è diventata una puntuale meta turistica dove tutti i visitatori vogliono strappare una foto e magari chissà potrebbero essere fortunati a trovare il set allestito per le riprese della fiction. Proprio sul lungomare a 1 km dall’abitazione c’è il ristorante di Enzo, preferito dal Commissario.

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Cosa è la maratona alla Filippide.

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Quando sentiamo parlare di maratona alla Filippide, dobbiamo un pò rispolverare la storia greca per capire che Filippide era un messaggero di guerra, che secondo la leggenda greca, avrebbe corso, con tutta la sua armatura, dalla città di Maratona sino a quella di Atene, dove al suo arrivo avrebbe comunicato la loro vittoria sui persiani, e dopo si sarebbe accasciato a terra morendo per lo sforzo compiuto.

Proprio per emulare questa impresa, “La Filippide” viene corsa senza dispositivi tecnologici e senza riferimento chilometrico, quindi ogni atleta si veste dei panni di Filippide.

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Voto

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Organizzazione: 8/10
Percorso: 8/10
Ristori: 9/10

Un saluto a tutti i runner’s
Guarda la foto gallery della “Maratona La Filippide 2018”
Lorenzo Minauda

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