Trail running Monterosso Almo.

Seconda gara dell’anno, un bel trail running di 20 km che si è svolto nella cittadina di Monterosso Almo organizzato dall’ ASD No al doping di Ragusa.

Il parco Canalazzo, un paradiso naturalistico, ha offerto a tutti i corridori e camminatori scenari suggestivi e fantastici, regalandoci una giornata intensa immersa nel verde e fuori da ogni routine quotidiana.

Il trail running è una disciplina ben diversa dalla normale corsa, in quanto si sviluppa su sentieri più o meno ripidi e l’altimetria ne fa dà padrona, quindi richiede un grandissimo impegno fisico. Correre 20 km su asfalto in piano o con qualche dislivello non è mai come correre un trai running di 20 km con un’importante dislivello.

Fatta questa premessa, e prima di raccontarvi la mia esperienza, voglio ricordare il vincitore della gara che è stato Vincenzo Schembari dell’ Atletica Padua Ragusa, seguito da Daniele Sammatrice Uisp Santa Croce e terzo Raffaele Calvo della Running Modica.

In campo femminile ha visto tagliare il nastro l’atleta Simonetta Menestrina dell’ Atletica Trento, in seconda posizione Maria Silipigni dell’ASD Torrebianca e terza classificata Simona Casabene dell’ ASD no al Doping.

Il racconto della mia esperienza.

Trail running monterosso
Monterosso Almo all’alba

Sveglia alle 5, colazione e partenza per Monterosso Almo; già lungo il percorso non appena ho imboccato le campagne ragusane ho potuto godermi l’alba con i suoi colori unici e i monti iblei che ne facevano da cornice.

Qualche km prima mi sono fermato per scattare la foto che vedete a fianco dove si vede arroccata sulla montagna Monterosso e nella valle le nuvole che l’attraversavano, veramente uno spettacolo.

Stamani l’aria è molto fredda siamo sui 10 gradi circa, l’aria limpida e sullo sfondo una spettatrice d’eccezione, sua maestà l’Etna che ogni tanto sbuffa.

Espleto tutte le formalità, pettorale, pacco gara ecc.. sempre nel rispetto delle norme anti-covid; arriva l’ora d’inizio e ci chiamano scaglionati a gruppi di 5 per la partenza in sicurezza.

Pronti, inizia il conto alla rovescia, cavolo da quanto non lo sentivo, mi godo quel 3,2,1  via…. E si parte per la prima gara di trail running dell’anno.

Trail running monterosso
Km 5 vista Monterosso Almo lungo il percorso.

Attraverso una lunga discesa lasciamo la cittadina di Monterosso Almo, e ci addentriamo nella riserva di Canalazzo, iniziano le montagne russe, discese lunghe seguite da salite altrettanto lunghe, ma questo è normale nel trail running,  che mette a dura prova le gambe.

All’interno della riserva enormi alberi di pini, che emanavano un ottimo profumo, sui sentieri tantissimi funghi di tantissimi tipi, ho cercato di non calpestarli e qualche mucca ci faceva da spettatrice.

Arrivati al 5 km un panorama si apre davanti ai miei occhi mentre scendevo da un sentiero, è quello che vedete nella foto accanto, è proprio il punto di partenza  Monterosso Almo, la foto descrive tutto.

Tutta colpa di una freccia.

Trail running monterosso
Lungo il percorso

Dopo circa 9 anni di corsa, non mi è mai capitato di dovermi ritirare e di non veder tagliare il traguardo, bè c’è sempre una prima volta, il detto dice così.

Durante la corsa, ho seguito tutte le indicazioni del percorso, solo che arrivati al 15 km  non mi sono accorto che il percorso rientrava sul sentiero a circa 7 km da dove prima ero passato, e non ho visto la freccia che indicava di dover prendere il sentiero a sinistra che poi mi avrebbe portato all’arrivo.

La vostra domanda potrebbe essere ma non ti sei accorto che avevi sbagliato?

No, perché dopo quel punto vi erano le indicazioni giuste del percorso di andata, e quindi ho continuato.

Mi sono accorto soltanto quando il sentiero arrivava al rifornimento del 10 km dove io ero già passato ed in lontananza vedo la collina dove era Monterosso, allora faccio un rapido calcolo il gps segna 18.50 km quindi ne mancano 1.50 km io sono al ristoro dei 10 km da qui al traguardo c’è ne sono altri 10 km e quindi ho sbagliato strada, pazienza mi fermo, chiamo l’organizzazione per farmi venire a prendere.

Trail running monterosso
Monumento lungo il percorso

Nell’attesa arriva un’altra concorrente ed anche lei mi chiede ma da qui si passa due volte, alla sua domanda capisco che anche lei, Concetta dovrebbe chiamarsi, ha mancato la famosa freccia.

Mi tolgo tutta l’attrezzatura di dosso, sono un po’ amareggiato e mi continuo a chiedere dove avessi sbagliato, ma poi mi dico che tanto ero venuto per divertirmi, mi sdraio a terra e  mi godo il sole caldo e quel venticello fresco che arriva dai pini che porta con se i suoi profumi.

Conclusioni 

Trail running monterosso
Lorenzo Minauda allo start

Fare trail running è bello perché ti fa vedere un’altra parte del mondo nascosta e che normalmente non vediamo, ti fa cambiare il punto di vista delle cose.

La location è stata fantastica così come l’organizzazione Asd No al doping e tutti i volontari presenti sul percorso che ringrazio sempre, a parte quella piccola freccia che magari poteva essere segnalata meglio, ma va bene così l’importante è che mi sono divertito, ho sudato e che dopo mesi di blocchi siamo ritornati a correre.

Grazie a tutti un abbraccio alla prossima.

Lorenzo Minauda – HOME

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